Molto fumo e poco arrosto nel 1927, le origini del BO'


"Quest'anno organizziamo qualcosa di grandioso!". "Qualcosa che attiri la gente dai dintorni". "Tutti dovranno ricordarsi di noi!". Così devono aver pensato alcuni "siori" nel lontano 1927, allorchè si trattò di organizzare la festa patronale e si decise di costruire un enorme spiedo per cucinare un bue. Ma, ahimè, la prima volta ci fu letteralmente molto fumo e poco arrosto, poichè forse per la cottura troppo prolugata e il gran caldo, il bue non venne mangiato, ma sepolto con calce viva. Da qualche anno si è ripresa questa tradizione e puntualmente la prima settimana di settembre viene allestita la festa del bò. Lo spiedo attuale, avvalendosi della tecnica permette la cottura ottimale del bue di circa 6 quintali, che viene aromatizzato, avvolto poi con metri di carta d'alluminio e legato con ferri di acciaio. Lo spiedo pronto inizia a girare al sabato, continua anche la notte per circa 20 ore fino alla domenica, quando viene distribuito ai partecipanti del pranzo. Finora circa 800-900 persone si riuniscono per il banchetto domenicale sotto ad un capannone, felici di assaggiare lo squisito arrosto, i bigoli al torchio, le focacce fatte in casa e trascorrere qualche ora in allegria. Il ricavato dei quattro giorni di festeggiamenti è sempre stato devoluto a favore della parrocchia, e molti abitanti si mobilitano come volontari per la buona volontà e per qualche giorno diventa cuoco, cameriere, addetto alla mostra e alla pesca oppure elettricista, fabbro, falegname, addirittura vivaista. Tutte queste persone lavorano alacramente per arricchire la festa che non è solo l'occasione per gustare il bò, ma anche l'occasione per vedere galline ruspanti, piante in esposizione, per visitare le mostre (l'anno scorso la mostra riguardava l'antiquariato e cose usate), per acquistare prodotti locali, per seguire i bambini sul pony o nelle gare di mountain-bike, e per divertirsi con gruppi musicali e cabarettistici. E se non si riesce a mangiare il bue, si può comprare un biglietto della lotteria, che offre come primo premio uno splendido e ottimo bue, sperando di avere il biglietto vincente! Un azienda agrituristica locale, con il suo edificio principale in stile veneto, i suoi ettari di verde e le piante autoctone offre una splendida cornice per la manifestazione. E se qualcuno non ne era ancora al corrente, ora sa perchè Cervarese è conosciuta come paese del bò!

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